Primitivo o secondario?

  • Dermatologie pédiatrique
Dott.ssa Emmanuelle BOURRAT
Ospedale Saint-Louis
  • Il caso clinico
  • A voi la mossa!
  • Co-prescrizione e consulenza

Presentazione del caso clinico

Le due tumefazioni cutanee in rapida progressione di questa ragazza tredicenne in ottime condizioni generali (ascella sinistra e radice della coscia sinistra), resistenti alla terapia antibiotica locale e sistemica, sono state sottoposte a chirurgia generale (resezione senza margini) con diagnosi istologica di tumore maligno indifferenziato che ha richiesto una perizia anatomopatologica.

In attesa della rilettura dei vetrini, la paziente è stata sottoposta a un work-up clinico e paraclinico rassicurante (TC encefalo, torace, addome completo e pelvi, work-up epatico, emocromo, striscio, LDH).

L'aspetto istologico è stato poi chiarito: infiltrato di linfociti, alcuni dei quali di grandi dimensioni, immunocolorazione per CD30+ ALK-.

Il work-up è stato completato da un mielogramma, risultato nella norma, e dalla ricerca di cellule tumorali (MRD) nel sangue e nel midollo, risultata negativa.

A voi la mossa

Qual è la sua diagnosi?

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Diagnosi selezionata

Si tratta di un caso pediatrico molto raro di linfoma anaplastico cutaneo primitivo a grandi cellule CD30; il work-up di estensione molto completo e la perizia anatomopatologica hanno permesso di eliminare 2 entità appartenenti allo stesso spettro ma relativamente più frequenti nei bambini:

  • Papulosi linfomatoide.
  • Localizzazioni cutanee secondarie del linfoma anaplastico CD30+ sistemico

È fondamentale distinguere la forma cutanea primitiva del linfoma anaplastico cutaneo CD30+ da quella sistemica: la distinzione avviene per l'assenza di coinvolgimento linfonodale, viscerale o del midollo osseo, per la natura paucilesionale (spesso lesione singola) e indolente delle lesioni, così come per una prognosi molto più favorevole con possibilità di regressione spontanea. Il risultato è un approccio terapeutico molto meno aggressivo, basato sulla dermocorticoterapia di prima linea e sulla radioterapia localizzata di seconda linea.

Spiegazione delle risposte errate

  • Il pioderma gangrenoso è un'ulcerazione cronica spesso molto attiva e dolorosa, che corrisponde istologicamente a un infiltrato neutrofilo asettico dermo-ipodermico.
     
  • La papulosi linfomatoide è ancora più rara nei bambini che negli adulti; si manifesta con noduli in rapida progressione verso una necrosi centrale indolore dalla guarigione spontanea entro poche settimane. È classificata come linfoma cutaneo e la sua diagnosi deve essere convalidata dalla PCR.
     
  • La prognosi di linfoma cutaneo primitivo (sviluppato inizialmente dalle strutture linfoidi della pelle) è spesso molto diversa da quella relativa alle localizzazioni cutanee secondarie di un linfoma sistemico (linfonodale o viscerale), condizioni in questo caso escluse da un work-up diagnostico risultato negativo.

Trattamento

Dopo aver discusso il caso nel corso di una riunione di consultazione multidisciplinare oncologico-pediatrica, è stata prescritta una dermocorticoterapia intensiva giornaliera (livello IV) per l'infiltrazione tumorale pericutanea, rapidamente ricomparsa dopo l'intervento di escissione. La remissione clinica e istologica completa è stata raggiunta velocemente dopo poche settimane di trattamento.

Messaggio dell'esperto

Qualsiasi linfoproliferazione cutanea in adulti o bambini dovrebbe essere oggetto di una perizia anatomopatologica e di una PCR atta a determinarne l'eventuale malignità o reattività, nonché l'esatta tipologia.

Riferimenti:

Tomaszewski MM, Moad JC, Lupton GP. Linfoma cutaneo primario a grandi cellule anaplastiche Ki-1(CD30) positivo nell'infanzia.J Am Acad Dermatol. 1999;40(5 Pt 2):857-61.

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